Dunque... una mia amica ha deciso di *stroncare* il mio b-log sul suo, e pensava di avermi offesa... beh, devo dire che quando ho letto la sua stroncatura mi è venuto da ridere. Altro che offesa 
Prima di tutto ha ragione: questo b-log non mi somiglia e, soprattutto, non lo aggiorno quasi mai. Questo non perché lo consideri qualcosa di "non mio", ma perché io sono fondamentalmente una persona molto pigra
. Se andate a dare un'occhiata al mio livejournal, il blog che uso in Inglese, è molto più aggiornato e, volendo parlare con il linguaggio di Tiziana, mi "somiglia di più". Questo perché c'è un modo molto più semplice di aggiornare, con un programmino che si tiene sull'hard disk e che ti si apre ogni volta che apri il pc... è più semplice ricordarselo per i pigri dimenticoni come me!
Inoltre, è scritto con un tale spirito che non puoi fare a meno di sorridere
altro che incazzarsi o offendersi!
Comunque... vedevo che solo lei rispondeva ai miei commenti, quindi mi ero un po' demoralizzata su questo b-log, preferendo quello in Inglese anche perché Livejournal ha delle belle funzioni, come quella di avere una pagina coi post dei livejournal dei tuoi amici e poterti tenere aggiornata. In questo modo ci sono molti commenti in più... almeno così mi pare visto che quasi sempre ho un commento in Inglese, invece qui se non mi scrive qualcosa lei non scrive proprio nessuno... ma forse è perché parlo di cose poco interessanti (la mia vita, si sa, è una noia mortale), forse perché aggiorno raramente, forse perché non lo pubblicizzo... boh? Beh, i commenti non vengono giù per grazia divina, potreste dire voi... beh non è che li cerchi nemmeno in Inglese, ma lì almeno arrivano.
In ogni caso, oggi ho ricevuto una notizia che mi ha molto addolorata. Un mio amico mi ha fatto sapere che non si collegherà per un po', perché ha scoperto che sua nonna sta male. Voi non potete saperlo, ma sono una persona che tiene molto agli amici (/me rilegge 'sta frase e pensa "ma chissà che gliene frega alla gente?" Ecco, vedete qual'è il problema a parlare di me stessa? Sono tutte cose che non interessano a nessuno...); per gli amici farei di tutto, e mi dispiace sapere che questo mio amico sta male, e che sono troppo lontana per aiutarlo.
Giusto ieri, era triste e svuotato e non ne comprendeva la ragione. Abbiamo parlato per un po', e sono riuscita a tirarlo su, grazie a un discorso su per quale motivo noi scriviamo. Lui mi ha chiesto perché scrivo le mie fanfic, o le mie storie originali... in tutta onestà, penso che io scrivo perché adoro creare, e adoro trasmettere. Quando scrivi una storia, che sia completamente originale oppure fanfiction, tu crei dei personaggi (o usi personaggi creati da altri), li fai interagire tra loro, crei una tama nella quale dovranno affrontare determinati ostacoli, e in questo modo trasmetti qualcosa. Che si tratti di una storia lunga centinaia di capitoli o una storia di tre pagine, secondo me la differenza tra un bravi scrittore e uno mediocre è che il bravo scrittore cattura l'attenzione del lettore e instaura con il lettore un rapporto di unicità. il lettore VEDE quello che lo scrittore vede, sente quello che lo scrittore sente, prova quello che lo scrittore vuole fargli provare. Soprattutto quest'ultimo punto per me è fondamentale: il bravo scrittore è chi riesce con poche parole a trasmettere un'emozione. Chi è che ci dice che a un certo punto di una storia dobbiamo ridere? O piangere? O sospirare? Ma ovviamente quella sottile magia che è riuscito a creare l'autore.
Recentemente ho iniziato a leggere il libro "On Writing" di Steven King. Ho notao, con meraviglia, che anche lui, quando inizia a parlare dellascrittura, la paragona a qualcosa di magico. "La scrittura è la magia del mondo reale, la telecinesi del mondo reale". Non sono queste esattamente le sue parole, ma il senso è questo. Beh... io concordo su tutta la linea: non è fantastico riuscire con semplice testo battuto su carta a fare in modo che un'immagine che hai nella tua mente possa essere recepita e vista da una persona che vive a centinaia di km di distanza, semmai dopo anni che tu hai scritto quest'immagine? nel momento in cui quella persona legge, può vedere l'immagine in modo leggermente diverso da come la vedevi tu, ma se il lettore coglie quello che tu vuoi fargli cogliere, allora sei riuscito nel tuo intento. Allora sei uno scrittore...
Almeno, io mi diverto un mondo a creare personaggi, a dargli una vita, dei problemi, uno scopo, e a vedere come loro se la districano. Mi dà un senso di gioia, quasi di potere, di onnipotenza... il pensiero di essere "il dio" della storia. Quei personaggi faranno tutto quello che io desidero che facciano? Eh no... qui è il bello. Essere Dio non vuol dire avere il controllo al 100% di quello che hai creato. Essere Dio, spesso, vuole anche dire ritrovarsi con qualcosa a cui non avevi nemmeno fatto caso. Si dice che i personaggi, quando inizi a scrivere, prendano vita. Non crediate che lo scrittore che dice questo sia pazzo... se vi metteste a scrivere sul serio, vi rendereste conto che è vero. State scrivendo una scena che avete predisposto, sapete esattamente come deve iniziare e come deve finire, e che cosa volete in mezzo... e a un certo punto, un personaggio dice qualcosa a cui voi non avevate pensato. Si, siete voi che lo scrivete... ma lo realizzate solo nel momento che lo scrivete. E, stranamente, il discorso ha molto più SENSO di come l'avevate pensato voi... è molto più simile a quel personaggio quella battuta di quella che volevate dargli voi. Ecco... lì il personaggio ha preso vita. ha detto no e ha esercitato il suo libero arbitrio nei vostri confronti. perché anche se sei Dio, devi lasciare alle tue creature il libero arbitrio...
A me queso è successo parecchie volte. La mia fanfiction "Le nebbie della memoria" doveva chiudersi in un modo, ma mentre scrivevo un certo capitolo (il 14) è stato come se Harry fosse arrivato a bussare alla porta del mio cervello e mi avesse detto "Hey, autrice dei miei stivali, ma dopo che mi hai fatto tutto questo chiudi la storia in QUEL MODO?" Alla fine era così incazzato che ho dovuto aggiungere una quarta parte alla storia... dove non è che abbia vita facile, però il finale gli dà più giustizia... Lo stesso mi è successo l'altro giorno, mentre scrivevo il cap 17. Nel discorso tra Sirius e Draco, non doveva esserci una certa battuta di Sirius. Per entrare nello specifico:
"«Non c’è niente di male ad aver amato qualcuno, sai? A soffrire se lo si è perso...» Draco si girò verso Sirius a quelle parole. L’uomo aveva stretto i pugni, e stava guardando un punto fisso sul pavimento, il suo corpo sembrava quasi tremare per una rabbia impossibile da contenere. «A rimpiangere di non averlo potuto salvare...» il discorso e soprattutto l’occhiata di Sirius, lo colsero alla sprovvista. Sussultò e distolse lo sguardo, ma il dolore che aveva letto negli occhi scuri dell’uomo di fronte a lui, l’aveva colpito."
Questa frase di Sirius non era programmata. L'ho scritta e mi sono fermata, stupita... in effetti era molto da Sirius dire una cosa del genere... ma io non ci avevo pensato. Era stato Sirius a voler dire quella battuta... aveva esercitato il suo libero arbitrio...
Ecco fatto, ora penserete che io sia pazza... beh meglio pazza che inesistente, almeno ho detto una cosa che penso. Voi che ne pensate? Se avete mai scritto qualcosa, per quale motivo scrivete? E che cosa volete davvero quando prendete in mano carta e penna?